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(www.lapiazzadiscanno.it)
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Ric. e pubblich. |
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Carissima, carrissimo,
siamo alla vigilia di un voto importante, che chiama tutte e tutti
noi a una scelta consapevole. In queste settimane ho incontrato
tante persone nelle diverse iniziative organizzate nella mia Regione
e ho percepito con chiarezza un sentimento diffuso: cresce il numero
di chi ha deciso di votare NO. Una scelta che nasce dal merito del
quesito, ma anche da un disagio economico-sociale. Le famiglie
fanno i conti con l’aumento del costo della vita, con carburante e
carrello della spesa sempre più cari, anche dopo l’illegittima
guerra in Iran. In Italia sei milioni di persone rinunciano alle
cure, oltre cinque milioni vivono in povertà assoluta e altrettanti
in povertà relativa. È una realtà che interpella la premier e che
richiederebbe risposte urgenti e concrete da parte del Governo. E
invece ci troviamo di fronte a una maggioranza che pensa ad
attaccare i magistrati scaricando su di loro l’incapacità di
scrivere con criterio le leggi e ogni suo fallimento,
dall’immigrazione al ponte sullo Stretto: una destra campionessa nel
non assumersi alcuna responsabilità. E l’attacco serve per far
passare una riforma pericolosa. Da uomo delle istituzioni, so
bene cosa significhi esercitare responsabilità e anche una quota
parte di potere, essendo tesoriere e legale rappresentante del Pd. E
proprio per questo considero giusto che la magistratura controlli
l’operato della politica. È così che funziona una democrazia. La
riforma, invece, introduce meccanismi che rischiano di alterare
profondamente questo equilibrio. Penso, ad esempio, al tema del
sorteggio per la composizione dei CSM (perché due saranno, uno per i
pm e uno per i giudici): i rappresentanti dei magistrati verrebbero
estratti a sorte tra migliaia di candidati, mentre quelli indicati
dal Parlamento sarebbero selezionati da liste preventivamente votate
dalla politica stessa. È evidente che così aumenterà l’ingerenza
della politica su un organo che dovrebbe restare autonomo
nell’interesse di tutti noi. È una scelta che appare ancora più
incomprensibile se si pensa che, per individuare i capi degli uffici
giudiziari, giustamente si richiedono competenza ed esperienza. Con
la riforma invece si introduce la casualità proprio nel livello che
decide quelle nomine. Un controsenso evidente, che rischia di
indebolire la qualità dell’intero sistema. Per ottenere questo
risultato di controllo sulla giustizia, hanno trasformato il
dibattito pubblico nello spazio per delegittimare un’intera
categoria, quella dei magistrati, scaricando su di essa
responsabilità che appartengono alla destra, come dicevo. Eppure
parliamo di donne e uomini che ogni giorno combattono il crimine,
difendono la legalità. Lo vogliamo ricordare proprio in queste ore
in cui lo scandalo - gravissimo - del sottosegretario Delmastro
segna la cronaca, spingendo a chiederne le dimissioni. Dobbiamo
difendere chi garantisce la nostra sicurezza, spesso mettendo a
rischio la propria vita. Viviamo un tempo segnato da grandi
tensioni internazionali, dalla paura di una guerra voluta dagli
amici di Meloni Trump e Netanyahu, da rischi nuovi per la sicurezza,
dalla preoccupazione per la condizione economica di milione di
famiglie e imprese che di fronte alla crisi in corso, in particolare
per il caro di carburanti ed energia oltre che dei generi di prima
necessità, vedono il Governo rispondere con il pannicello caldo di
misure tardive - arrivate dopo 20 giorni di aumenti! - e inefficaci
nell’investimento previsto.
Per tutte queste ragioni, il 22 e
23 marzo è fondamentale partecipare al referendum. Votare è il primo
atto di responsabilità democratica. E votare NO significa difendere
l’equilibrio tra i poteri dello Stato sancito dalla Costituzione, la
qualità della nostra democrazia e la sicurezza anche materiale delle
nostre comunità. Ogni singolo voto può fare la differenza. Per
questo ti chiedo una cosa semplice ma potentissima. Clicca
sull'immagine che vedi qui sotto e condividi subito il messaggio su WhatsApp
BUON VOTO A TUTTE E TUTTI! |
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