IL SENTIERO DELLA LIBERTÀ
Freedom Trail/Freiheitsweg/Chemin de la Liberté
“Caro Carlo, come vuoi che non ricordi quella
notte del 24 marzo 1944 ? Sono passati trentacinque anni e quel
periodo resta fra i più intensi, i più degni di essere stati
vissuti”.
Così scriveva il 5 ottobre 1979 Carlo Azeglio Ciampi all’amico
sulmonese Carlo Autiero. E’ evidente che quell’esperienza aveva
segnato fortemente i due amici per poterla ricordare in quel
modo, dopo tanti anni.
La vicenda della “traversata” non era stata una normale
passeggiata in montagna. Era una fuga. Una sfida per sottrarsi
ai rastrellamenti tedeschi e alle ordinanze del ministro della
repubblica sociale, Rodolfo Graziani. Dopo l’8 settembre 1943,
furono molti i militari italiani che cercarono di nascondersi
per non combattere a fianco dei tedeschi. Quelli che non
riuscirono a raggiungere i reparti al sud, dove si erano
trasferiti il re e il governo Badoglio, dovettero affrontare la
fame, il freddo, i campi di lavoro in Germania, le prigioni, le
condanne a morte.
A Sulmona, il dentista Mario Scocco, Roberto Cicerone detto “Pazzone”,
Vincenzo Pistilli, Iride Imperoli Colaprete, i fratelli Oscar e
Carlo Autiero ed altre persone del popolo avevano organizzato
l’assistenza alle centinaia di ex-prigionieri, nascosti nelle
case o nelle cantine, soprattutto al Borgo Pacentrano, abitato
da contadini, cementato da vincoli di parentela e di
solidarietà.
Sono numerose le testimonianze scritte lasciate dai
protagonisti: “Non aver paura”di John Furman, “Libertà sulla
Maiella” di Uys Krige, “Spaghetti e filo spinato” di John E.
Fox, “Fuga da Sulmona” di Donald Jones, “La guerra in casa
1943-1944. La resistenza umanitaria dall’Abruzzo al Vaticano” di
William Simpson, “Linea di fuga “ di Sam Derry, “Oltre i muri”
di Jack Goody e, ultimo in ordine di tempo “Un pranzo di erbe”
di John Verney, e altre non ancora tradotte in italiano. Sono
pagine toccanti e straordinarie, che raccontano la solidarietà
dimostrata dalla gente di Sulmona e della Valle Peligna, con il
rischio del carcere e della fucilazione. E furono moltissime le
persone incarcerate per aver dato un po’ di pane ai prigionieri
fuggiaschi. Alcuni, come i fratelli D’Eliseo di Roccacasale o il
pastore Michele Del Greco di Anversa, furono fucilati.
E’ una delle pagine meno conosciute e dimenticate della guerra,
ma che, fortunatamente, è stata posta in luce dalla ricerca
storica, realizzata da docenti e studenti del Liceo Scientifico
Statale “Fermi” di Sulmona, con la pubblicazione del volume E si
divisero il pane che non c’era, del quale il presidente Ciampi
ha detto: “Bellissimo libro che hanno scritto gli alunni e gli
insegnanti di una scuola di Sulmona e che io conservo
gelosamente” e l’ambasciatore britannico in Italia, Richardson
“Fascinating and miving reading” (“affascinante e commovente
lettura”).
Il 24 marzo 1944 Carlo Azeglio Ciampi si incammina lungo il
sentiero che da Sulmona lo porterà a Casoli, attraverso il Guado
di Coccia, lato Sud della Maiella. Il gruppo era formato da
varie decine di persone, guidate da Alberto Pietrorazio, Mario
Di Cesare e Gino Ranalli. Quasi settimanalmente venivano
organizzate le “traversate”, per accompagnare quanti cercavano
di fuggire dal Nord al Sud, dalle zone della repubblica di Salò
verso quelle liberate dagli alleati. Erano prigionieri fuggiti
dal campo di concentramento di Fonte d’Amore, ma anche giovani
provenienti da varie parti d’Italia renitenti alla leva, ebrei e
perseguitati politici.
Carlo Azeglio Ciampi, dal mese di settembre del ’43, si era
rifugiato a Scanno. Viveva accanto al suo ex professore della
Normale di Pisa, Guido Calogero, che vi era stato confinato per
le sue posizioni antifasciste. Con Ciampi c’era il suo amico
d’infanzia, Beniamino Sadun, ebreo. Entrambi si nascondevano in
una angusta soffitta, presso la famiglia Puglielli, o nelle
capanne di montagna. A Sulmona avevano stabilito rapporti di
amicizia con i responsabili dell’organizzazione che aiutava gli
ex- prigionieri.
Il diario di quella traversata e del viaggio fino a Bari, da
venerdì 24 marzo a sabato 22 aprile, fu scritto da Ciampi,
appena raggiunto il IX Raggruppamento Autieri. Le pagine,
inedite, di quel diario sono state consegnate, per volere dello
stesso Presidente, al Liceo Scientifico Statale “Fermi” di
Sulmona e pubblicate nel volume dal titolo: Il sentiero della
libertà. Un libro della memoria con Carlo Azeglio Ciampi
(Laterza, Roma-Bari 2003). Lo storico Gabriele De Rosa lo ha
definito: “Un libro originale con intelligente impostazione, in
linea con lo spirito d’uno storico come F. Braudel. Il vero
protagonista al centro delle pagine è uno solo: il desiderio
della libertà”. E Claudio Pavone: “Una iniziativa nata nella
scuola, un libro abilmente montato. Il protagonista del libro,
Carlo Azeglio Ciampi, sente profondamente la responsabilità di
non cedere, unificando i concetti di patria e di libertà, con
schiettezza e realismo”.
Il libro è nato dall’esigenza di offrire un supporto storico
alla Marcia Internazionale “Il Sentiero della Libertà/Freedom
Trail/Freiheitsweg/Chemin de Liberté/Camino de la libertad”, da
Sulmona a Casoli, che ogni anno coinvolge centinaia di giovani i
taliani
e stranieri per ripercorre quel sentiero che, durante la seconda
guerra mondiale, conduceva verso le linee alleate. La Marcia è
stata inaugurata dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio
Ciampi, il 17 maggio 2001. In quell’occasione, a Sulmona,
rivolgendosi in particolare ai giovani, il Presidente ha detto:
"Anch'io fui uno di loro, lasciai Sulmona, lasciai coloro che mi
avevano accolto come un fratello, nelle loro case qui a Sulmona,
la sera del 24 marzo 1944. In quelle giornate, in quei mesi di
tragedia e di gloria le popolazioni di queste regioni diedero
prova di straordinario eroismo e di grande spirito umanitario”.
Quel cammino, che fu di Ciampi e di
Autiero, di uomini e donne, italiani e stranieri, viene
riproposto anche quest’anno, per la 14ª edizione, nei giorni
25-26-27 aprile 2014 (venerdì,sabato,domenica), come
lezione-ricordo, ma anche come metafora del cammino dell’uomo
verso la liberazione da ogni forma di schiavitù del presente e
impegno per la costruzione d’un mondo fondato sui valori della
Libertà, della Solidarietà, della Pace.
L’Organizzazione della Marcia è a cura dell’Associazione
culturale “Il Sentiero della Libertà/ Freedom Trail” e del Liceo
Scientifico Statale “Fermi”, con la collaborazione dei Comuni
di Sulmona, Campo di Giove, Taranta Peligna, Casoli,
Volontariato Protezione Civile dei Comuni di Sulmona, Pratola
Peligna e Casoli, Croce Rossa Italiana sezione di Sulmona, Club
Alpino Italiano sezione di Sulmona, AGESCI di Sulmona, Gruppo
Reduci Brigata Maiella della Valle Peligna, Corpo Nazionale
Soccorso Alpino, MASCI, Corpo Forestale dello Stato, Esercito
Italiano, Scuola di Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale,
Polizia Provinciale, ecc.
Per informazioni:
www.ilsentierodellaliberta.it
Mario Sette