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Scanno,
Un illusorio sapore d’Oriente
Nel dicembre del 2010 venne dato
alle stampe il bel libro di Marco Notarmuzi : il Costume delle
donne di Scanno. Con acume e
competenza l’autore invitava a cercare nella
storia di Scanno e nelle risultanze documentali, la culla ed
evoluzione del suo costume e l’origine della sua gente, lontano da
quel”sapore d’oriente”, nato da congetture e alimentato da un
isolamento orografico protrattosi fino alle
soglie del XX° secolo. Un esempio di tale percezione è possibile
coglierla nella lettura di un libercolo,
pubblicato nel 1924, da Mario Venditti, avvocato
penalista campano (Cerreto Sannita 1899-1964)
appassionato di poesia, avente per titolo: Una Moschea
sul Sagittario. Secondo intermezzo estivo. (Napoli
edizioni via Acquari- Officine di Francesco Buono &C. ) (1)
Così una gita estiva nel nostro borgo ai primi
del 900”, poteva evocare nel viaggiatore rimandi ad un esotismo
orientaleggiante: “E poiché dal vestito al pallore, dalla
preghiera prona ed estatica, allo sguardo sommesso in un abissale
nirvana, queste donne si staccano dalla realtà occidentale, per
collocarsi automaticamente in una zona di orientale fantasmagoria.
Si ha la complessiva illusione d’aver traversato mari, d’aver
valicato monti e d’essere giunti su la soglia d’una gigantesca
moschea dedicata al culto d’un dio misterioso e triste”.(1)

Come i viaggiatori del nord Europa, nel XIX°
secolo,obbedendo ai precetti del Gran Tour, erano venuti alla
ricerca di un mondo “ sublime e pittoresco”, così borghesi e
benestanti, di inizio 900, traversando le gole della nostra valle,
avevano nutrito l’illusione di approdare in terre dal sapore
d’oriente. Ma la realtà vissuta dalle nostre genti era ben altra:
miseria, vita dura, emigrazione:
“nessuna meraviglia, adunque , nessuna sorpresa,
anzi , se……mezza umanità sia passata per Scanno, in questi ultimi
anni, senza fermarvisi più di quanto occorra per spedire la fatale
dozzina di cartoline illustrate”.(1)

Negli innumerevoli e quotidiani viaggi da
studenti, lungo la Strada Sannite 479 della valle del Sagittario,in
prossimità di Anversa degli Abruzzi , capitava di leggere,
distrattamente, una indicazione turistica: Necropoli Italica.
La rilettura quotidiana di quello scritto, ha finito per forzare la
curiosità nella ricerca di chi fossero quegli Italici e nostri
antenati che avevano ricevuto sepoltura in quel luogo, con corredo
di armi e oggetti di uso comune, molto simili a quelli ritrovati in
alcune tombe scoperte a Scanno, nella necropoli di Alfedena e in
altri siti della regione Marso-Peligna, alla fine del secolo XIX°.
Nel 1996 un’indagine archeologica preventiva alla
realizzazione della galleria di Anversa degli Abruzzi, ha permesso
di riportate alla luce, circa 50 tombe, del tipo a “lastroni”risalenti
al IV-III a.c.

Già l’archeologo, Lucio Mariani (3), attento
studioso della necropoli aufidenate, a questo proposito, scriveva:<<
Esaminando particolarmente la città e la necropoli di Alfedena e
la loro suppellettile, ho avuto occasione di accennare ad alcune
analogie che i costumi e gli oggetti mi richiamavano alla mente in
altre località… allo scopo di determinare meglio i caratteri
peculiari della civiltà locale ed i punti di contatto che questa
presenta colle altre civiltà antiche dell’Italia.….A Scanno si sono
recentemente scoperte tombe simili a quelle di Alfedena ( 2)
Gli oggetti rinvenuti trovansi, per gentile
concessione di quel Municipio, nel Museo Civico Aufidenate ( Fig 90)
Vi si notano: una catenina in bronzo a maglie doppie; un cilindretto
per collana; un pendaglietto ad occhiale ed uno simile, grande; un
pendaglio a forma di oinochoe; un anello di bronzo cilindrico e due
a nastro; un frammento di fibula di ferro rettangolare; un gladio e
una piccola lancia a corto collo, pure di ferro. Un’olla e due
pocula erano pure analoghi ai vasi della necropoli di Alfedena.>>.
Antonio De Nino nella sua comunicazione in
Notizie dagli scavi del 1898 ( 2 ) precisa
meglio, le caratteristiche dei ritrovamenti nel tenimento del comune
di Scanno:

<< PELIGNI- XI.
SCANNO – Antichità varie, rimesse alla luce nel tenimento del
comune.
A breve distanza
dall’abitato di Scanno , verso sud, e proprio a destra del torrente
Carapale, si stanno eseguendo scavi per accrescere le acque che
alimentano la fontana del paese. Ivi ultimamente
si sono scoperte quattro tombe ad umazione, alla profondità di
presso che cinque metri dall’attuale superficie. Ma questa gran
profondità è dovuta evidentemente alle continue frane brecciose
della parte superiore dell’attigua montagna che ha lo stesso nome
del torrente. Una delle quattro tombe non aveva alcun rivestimento
di lastre calcaree o di laterizio, né conteneva suppellettile
funebre. Due altre stavano in direzione continua, ma con scheletri
in senso opposto, cioè testa contro testa. In una di esse tombe si
rinvenne un grosso vaso , rotto, con dentro un’anforetta fatta a
mano, alta m. 0,045. La quarta tomba era
costituita di muretti a secco e coperta di lastre grezze di pietra.
Vi si conteneva un vaso con una sola ansa, anch’esso fatto senza
sussidio di ruota, alto m. 0,145 con diam. di bocca m. 0,06 e di
base m. 0,05. Nel suo corpo si notano tre listelli fusiformi, a
rilievo, e ad uguale distanza dall’ansa. Nella stessa tomba si
raccolse anche una decorazione di bronzo, formata di catenina a
doppia maglia da cui pendeva un’anforettina minuscola, a base conica
e un doppio disco spiraliforme, simile ad occhiale. Nella medesima
contrada , a sinistra del torrente, è tradizione concorde che in
diversi tempi si rinvennero oggetti antichi , fra cui una statuetta
di bronzo, perfettissima di forme, venduta poi ad antiquari romani.
Ora si osservano altresì frammenti di tegoloni. Tutto dunque fa
supporre in quel sito edifici scomparsi e travolti nelle alluvioni
torrenziali.
Ancora nel tenimento dello stesso comune,
dietro il colle detto di Sant’Egidio, alla contrada delle Acquevive,
in un terreno di Antonio Arcieri, sulla sponda meridionale del
pittoresco Lago di Scanno, si è anche scoperta una tomba addossata a
uno scoglio, da cui si raccolsero due anellini di bronzo a laminette
non saldate ed uno di filo di bronzo anche senza saldatura; e più in
ferro , un pugnale , lungo m. 0,22 senza l’elsa con frammenti di
fodero; e più una cuspide di lancia , lunga m.0,12.
I descritti oggetti si conservano , con provvido consiglio,
nel Palazzo Municipale. Credo che debbano ritenersi di qualche
importanza per la storia che, insieme alle
passate e alle recenti scoperte verificate nel tenimento di
Introdacqua, può riconnettersi alle antichità della necropoli di
Alfedena.>>.

Riguardo la collocazione attuale di questi
oggetti, dagli scritti suddetti, si comprende come inizialmente
furono custoditi nel Palazzo Municipale di Scanno ( 2) e
successivamente spostati nel Museo Civico Aufidenate ( 3) inaugurato
a Castel di Sangro il 27 agosto del 1897 ( 4 ).
In seguito alla sua parziale distruzione ed al trafugamento di
alcuni reperti , da parte dell’esercito tedesco in ritirata, durante
la Seconda Guerra Mondiale (1943-44), il materiale restante fu
trasferito nel 1952 presso il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo
di Chieti, dove venne catalogato e restaurato e dove
tuttora è conservato. (Parte dei resti trafugati sono stati
restituiti, dopo accurato restauro, da parte dell’Università
di Tubinga). Il materiale rinvenuto nelle tombe
di Scanno ( nella foto della Fig 90 il Mariani ha riportato la
dicitura Tomba Di Scanno .In realtà i reperti fotografati
provengono dalle diverse tombe ritrovate , sia nella zona del
Carapale che in quella delle Acquevive)
avvalora le conclusioni di Marco Notarmuzi , perché a Scanno “tutto
parla di un paese abruzzese di inconfondibile
impronta peligna” aperto nel corso della storia a contaminazioni
balcaniche, unico possibile contatto con un illusorio “sapore
d’oriente”.
Appassionati di Scanno
1- Una Moschea sul Sagittario
. Secondo intermezzo estivo- M.Venditti ; Napoli Edizioni di Via
Acquari - 1924
2-De Nino –Notizie dagli
scavi 1898, pag 424 seg; Bull. Palet. Ital. 1899, pag 202
3-L. Mariani - Monumenti Antichi Vol. X pag
371-374, Accademia dei Lincei 1901
4-
www.comune.alfedena.aq.it
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